Brahms. Timido e posato, era l'esatto contrario di Wagner - e infatti certa critica li vuole sulle barricate, l'in contro l'altro armati. Non fu così. Certo è, però, che i due non potevano essere più diversi: sofferto e profondo il primo, eccessivo e grandioso il secondo; ammiratore e rivisitatore del linguaggio dei grandi maestri l'uno, rivoluzionario e anarchico l'altro. Wagner non faceva mistero di ritenere che la musica di Brahms fosse inutile, troppo ancorata a tradizioni già saturate da grandi come Mozart e Beethoven: che bisogno c'era di altre sinfonie?
Eppure, quanto spesso capitò a lui di non essere compreso, così lui non capì la portata delle innovazioni Brahms. Non si tratta di innovazioni dirompenti come quelle wagneriane, ma furono comunque importanti per il suono dell'Occidente, e durature.
Brahms non ha modificato le forme: è rimasto molto legato agli esempi dei giganti del passato, ma allo stesso tempo ha saputo rinnovarne il linguaggio. L'elemento di novità nella sua musica è lui: le melodie e l'uso dei suoni non sono beethoveniani, sono brahmsiani. Mescolando le culture, Brahms anticipa già uno dei tratti distintivi di Mahler: studia e sfrutta nelle sue composizioni la musica ungherese, quella gitana, quella ebraica. Quest'ultima l'ha conosciuta attraverso Joseph Joachim, virtuoso del violino, con il quale ha lavorato spesso e fianco a fianco. Le Danze ungheresi più belle del mondo le dobbiamo a questo uomo aperto, curioso, che non ha paura di contaminare la propria musica con tratti provenienti da altre culture, (per esempio, fa ricorso agli intervalli tipici della musica orientale) e si mostra capace di comprendere sentimenti anche distanti dai suoi o da quelli dei suoi compatrioti.
Ormai adulto, Brahms è un geniale orso scorbutico: non supererà mai la giovanile introversione, non si sposerà mai e amerà per sempre in silenzio Clara, la vedova Schumann, alla quale non avrà nemmeno il coraggio di dichiararsi, probabilmente per rispetto nei confronti del suo maestro più che per timore di un rifiuto. I due rimarranno però legati per sempre.
L'opera il Il Requiem tedesco e che Lui dedicherà in memoria della madre, che amava moltissimo, morta nel 1865. E' una composizione sofferta.
Ormai adulto, Brahms è un geniale orso scorbutico: non supererà mai la giovanile introversione, non si sposerà mai e amerà per sempre in silenzio Clara, la vedova Schumann, alla quale non avrà nemmeno il coraggio di dichiararsi, probabilmente per rispetto nei confronti del suo maestro più che per timore di un rifiuto. I due rimarranno però legati per sempre.
L'opera il Il Requiem tedesco e che Lui dedicherà in memoria della madre, che amava moltissimo, morta nel 1865. E' una composizione sofferta.
La musica di Brahms è profonda, intima, ispirata da Dio.
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